giovedì 28 febbraio 2008

Sorgente


Parole del Tao di questa mattina, oggi parola positiva e piena di significato.
“La sorgente di ogni forza sta dentro di noi…ognuno la possiede e può imparare ad attingervi. Può offrirci doni che vanno dall’ acquisizione di una particolare conoscenza, alla conquista della tranquillità”.
Mai parola è più azzeccata per descrivere il fatto che in fondo siamo esseri speciali, non con dei poteri speciali, ma con la capacità di avere qualcosa che ci rende unici.
Credo che ognuno di noi, abbia delle virtù che possiede solo lui, delle capacità e potenzialità diverse. Questo concetto l’ho già espresso in uno dei primi post, ma questa volta vorrei porre l’attenzione su un altro aspetto, e se la sorgente ad un certo punto fosse deviata, portata in un punto dal quale è difficile farla zampillare, saremmo capaci con le nostre sole potenzialità a riportarla al giusto corso? Mi spiego meglio, tutte le cose che ci accadono, le persone che incontriamo, i rapporti che abbiamo con loro non ci portano, alcune volte a variare il nostro percorso, a cercare di piacere di essere apprezzati? In una società dove l’unico motore sembra essere diventato il denaro, non ci siamo un po’ persi per strada? E se invece cominciassimo a pensare a quello di cui abbiamo bisogno davvero, forse ci priveremmo di tutto quello che non ci serve, non lavoreremmo 15 ore al giorno, non parcheggeremmo i nostri figli davanti alla tv per tutto il giorno giustificandoci del fatto che non ci siamo mai,se invece di 15 giorni di vacanza, ne facessimo 7, se invece di comprare le cose a rate facemmo qualche rinuncia in più, non ci guadagneremo tutti in salute! Così ci perdiamo il meglio, la nostra sorgente, la possibilità di prenderci un tempo per noi, per i nostri figli, per un pomeriggio con gli amici non per giocare alla play ma per chiacchierare, un tempo per una domenica dove ci si può alzare e decidere di punto in bianco di andare a fare un pic-nic da qualche parte. Io da bambina con i miei lo facevo e dondolare su una corda che era diventata un’altalena valeva più di mille ore davanti alla tv, di mille giochi super moderni e tecnologici. Perché avevamo qualcosa da dire, da raccontare una sorgente che anche se deviava, poi ritornava a seguire il suo corso. Anche la mia sorgente ogni tanto devia, ma quando me ne accorgo stacco la spina, chiudo gli occhi e mi ritrovo a dondolare sulla mia altalena fatta con una corda, appesa ad un ramo.

1 commento:

Riff ha detto...

Post intelligente,ne discutevo proprio qualche giorno fa con un collega.