mercoledì 9 luglio 2008

Eluana...

Oggi la Corte d’Appello civile di Milano ha autorizzato il padre di Eluana Englaro ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che tiene in vita la figlia.
Dall' incidente del 1992, Eluana è in uno stato vegetativo permanente, nessun passo avanti, nessun segno di miglioramento. E allora ecco la"gioia" del padre che finalmente può liberare sua figlia da questa vita che forse poi tanto vita non è. Da sedici anni su un letto, incapace di capire, di interagire con il mondo esterno, in un coma che i medici hanno definito irreversibile, e che aveva detto esplicitamnte al padre che in condizioni simili non avrebbe voluto continuato a vivere.
E allora alla ribalta riemerge il diritto alla vita, le polemiche della chiesa, che si nasconde dietro a" Non siamo noi uomini a decidere se si deve vivere o morire". Ma non posso fare a meno di chiedermi: il passare la vita su un letto, senza poter interagire con chi ci circonda, senza poter capire cosa ci accade, senza poter intervenire su ciò che ci accade non è forse già morire? Lo ammetto la mia fede è pari allo zero, ma se l' insegnamento della religione o se preferite di Cristo era quello di Amare, l' atto d' amore più grande non sarebbe quello di lasciarla andare via?. Ho visto soffrire mia madre per sei mesi, l' ho vista spegnersi piano piano e per egoismo o forse per amore non mi importava che soffrisse, volevo solo che rimanesse con me. Ma che amore è questo, incapace di cercare il bene o la pace dell' altro, e allora ho capito che non importava il mio volere se avessi potuto scegliere l' avrei lasciata andare. Poi c' è chi ha scelto per me, e anche se ho provato e continuo a provare un dolore immenso ogni volta che ci penso, la vita che avrei voluto per lei non era certo su un letto, con gli occhi pieni di dolore. Certo non è semplice ma come può la Chiesa capire cosa prova quel padre, andare tutti i giorni da sua figlia, guardarla e sapere che non si sveglierà più, come può la Chiesa essere così bigotta e ottusa nelle sue convinzioni, come può...Non sò quanto le mie parole possano essere condivisibili ma se è vero che l' amore è il motore del mondo almeno per una volta dovremmo cercare di capire che la vita è un' altra cosa, è amore, è lasciare andare...

6 commenti:

kìa ha detto...

Chi meglio di te può pronunciare queste parole. Ciò che hai vissuto ti ha lasciato un segno indelebile ma ti ha insegnato molto...lo si capisce da ciò che scrivi.
un abbraccio
Kìa

mina ha detto...

Grazie Kia!!
un bacione...

Sergio ha detto...

Purtroppo, e credo tu lo sappia, io e te abbiamo vissuto una situazione simile..l'unica cosa che forse abbiamo di diverso è la fede da quello che leggo..anch'io desideravo che mamma restasse ancora qui e pregavo con insistenza per quello..ma quella mattina in cui vidi nei suoi occhi il desiderio di andar via cambiai la mia preghiera e quando tornai in camera lei volo verso il cielo..un senso di rilassatezza fu in me..non vederla più soffrire mi allaggeriva..ma oggi anche se mi manca tantissimo so che lei sta bene e che un giorno la riabbraccerò..
Tornando a questa situazione nessuno può mettere bocca se non coloro che la circondano..

mina ha detto...

Appunto!!

S E R E N A ha detto...

Sono daccordo con te...ho vissuto la tua esperienza con entrambe le nonne...una cosa straziante...solo chi vive certe situazioni può capire...i preti facessero i preti e basta...ho smesso di credere già da tempo...

mina ha detto...

@ chi meglio di noi può capire!! Concordo pienamente con te!!