domenica 27 gennaio 2008

Vita


Ho appena letto il blog di Riff, l'ultimo post. E la penso come lui quando dice che la vita a volte si diverte a prendersi gioco di noi. Mia madre è morta quando avevo 12 anni, un cancro, l'ho vista spegnersi piano piano, con lei che faceva finta di non saperlo per non dare altro dolore a chi le stava intorno e che già ne aveva tanto. E così pensavo che quel dolore non sarebbe mai passato, non sarebbe mai diminuito, mi avrebbe distrutto, mi avrebbe impedito di crescere e invece mi sbagliavo. Dopo 11 anni, quando ripenso a quei brutti 6 mesi mi piace ricordare i bei momenti trascorsi con lei, le risate e i racconti che le facevo per cercare di tenerla legata a me il più a lungo possibile, mi piace ricordarla quando la mattina mano nella mano mi accompagnava a prendere il pulmino, quando mi rincorreva intorno al tavolo se la facevo arrabbiare, quando prima di impastare la farina per fare la pasta all'uovo, si toglieva la fede e la metteva sul frigo. Una cosa ho ripreso da lei, le mani, sono come le sue, e ogni volta che le guardo è come sentirla vicino a me. Dopo 11 anni quando mi guardo allo specchio mi chiedo che cosa serei diventata se lei ci fosse ancora, se sarei diventata così come sono lo stesso, se lei sarebbe fiera di me. La cosa divertente è che chi mi conosce non si aspetta una storia così, sono sempre allegra, rido sempre, il bicchiere mi piace vederlo sempre mezzo pieno anzichè rotto, sono ironica e molto autoironica. E così quando mi guardo allo specchio penso che anche lei è fiera di me come lo sono io. La vita si diverte con noi, ma noi possiamo divertirci con lei, possiamo trovare la nostra forza e noi stessi, possiamo guardarla negli occhi e dirgli:" Eccomi sono pronta a giocare, la prima mossa è mia!"

"La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla"

Gabriel Garcia Marquez

1 commento:

Riff ha detto...

Hai scritto parole superbe,lei sarebbe fiera di te.