giovedì 16 dicembre 2010

Quello che rimane

Degli scontri di martedì a Piazza del Popolo ho visto alla televisione, e di quello che è rimasto di quella guerriglia l ho visto stamattina. Martedì il caos è arrivato dopo 10 minuti che ero andata via, stamattina invece quello che è rimasto a ricordar quei momenti erano i semafori a piazzale flaminio staccati, le strutture dei manifesti commerciali spariti, sanpietrini sparsi qua e la, l' insegna dell' ottico davanti al bar sparita e tanta polvere e fuliggine nera spiaccicata sul pavimento del bar e il fungo che va fuori tutto piegato perchè a quanto pare quelli volevano prendere il fungo e lanciarlo. Sono rimaste però le nuove striscie pedonali, i nuovi sanpietrini a chiudere i buchi, le striscie bianche a delineare i limiti della strada. Rimangono i video del mio collega in cui si vedono i ragazzi che lanciano sedie, il menù del Ristorante vicino e due tavoli, che cercano di prendere il nostro funghetto e il director che fa appena in tempo a recuperarlo, delle auto in fiamme, dei cameramen e fotografi che sotto i sanpietrini che volavano facevano le foto e correvano qua e la. Rimangono le parole di una signora che nel 68 faceva le manifestazioni e che diceva che le facce erano le stesse, di un altra che stamattina ha detto che quello che hanno fatto a Piazza del popolo avrebbero dovuto farlo  a Montecitorio, chi dice che i centri sociali andrebbero chiusi, chi dice che che tra i facinorosi c' erano pure dei poliziotti e chi come me che dice che siamo arrivati al fondo, che i privilegi che ti da una poltrona hanno soppiantato il bene di quel Popolo di cui ci si ricorda solo quando fa comodo. E allora forse è vero che in Italia ci siamo fermati ad un 68 che è troppo lontano dall' essere ripetuto ma che aleggia nell' aria come la fuliggine generata delle auto in fiamme.

Totò "Gli Onorevoli"

4 commenti:

Federica ha detto...

io guardandoo quelle immagini "in diretta" in tv ho veramente temuto ci scappasse un morto.

stamattina ho letto su repubblica la lettera di saviano e sono concorde con lui, su tutto.
http://www.repubblica.it/scuola/2010/12/16/news/lettera_saviano-10251124/

bussola ha detto...

io lavoro a piazza Barberini..... è stato proprio un giorno ci si sentiva sotto assedio

Carlo De Petris ha detto...

Io pensavo a te Mina, sapendo che lavori lì ...

una ricetta per cambiare l'Italia io ce l'avrei sai, il primo ingrediente è "spegnere la TV, accendere il P" , grande rivoluzione che sarebbe ^^''

Lunga ha detto...

Per fortuna eri già andata via! Io però non sono d'accordo su queste manifestazioni, la vera rivoluzione starebbe nel prendere realmente coscienza e fare qualcosa di concreto per cambiare le cose a partire dal voto. E non tirare i sassi!